Il 1969 nella mia mente è associato all’immagine di una palude. Una tetra palude piena di torbida melma, dove a ogni passo i miei piedi rischiavano di restare invischiati. Era solo con uno sforzo terribile che riuscivo ad avanzare in mezzo a quel fango. Non riuscivo a vedere niente né davanti né dietro di me: solo quella buia palude che si estendeva a perdita d’occhio. Gli altri andavano avanti, li guardavo avanzare spediti mentre mi trascinavo faticosamente attraverso il fango.
Haruki Murakami - Norwegian Wood
(si tolga l’anno 1969, si scriva l’anno 2011)
(Fonte: divara)